Working in Asia. Culture a confronto

October 25, 2013

Il doppio incontro di martedì a Torino (presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e giovedì a Milano (presso Mirage Project Point), organizzato da Alessiostudio con il patrocinio di Arel ha ribadito, qualora ce ne fosse bisogno, lo scenario dei Paesi dell’Estremo Oriente (nella fattispecie Cina, Taiwan e Giappone) come fertile terreno sperimentale di pratiche (che sempre più tendono ad anteporre al sostantivo l’aggettivo “buone”) di progettazione e trasformazione urbana. Agli inequivocabili dati di crescita dei mercati immobiliari (sostenuti anche da significativi investimenti pubblici) corrisponde una domanda di progetto a cui esperienza, tradizione, spirito d’innovazione e tecnologie del Made in Italy sembrano in grado di rispondere, sebbene con tempi di reazione ancora troppo lunghi. Molti developers e general contractors asiatici cominciano infatti a considerare la qualità come elemento non secondario ai fini della valutazione di un intervento. La richiesta di spazi di aggregazione, di verde pubblico, di contenitori non solo commerciali, di scelte ambientalmente compatibili, magari anche per semplici ragioni di redditività dell’investimento, allarga le prospettive dell’urban planning dall’arida pratica compilativa di schemi bidimensionali meramente quantitativi alla vision del masterplan. Ciò dischiude ampie possibilità operative per i progettisti stranieri; italiani in testa, molto richiesti, come dimostra la parabola di Alessiostudio, impegnato a Taiwan per il masterplan di un lotto di 8 ettari destinato a terminal bus, commerciale, terziario e residenziale, nonché in Giappone nel restyling degli interni, a livello di concept e linee guida dall’arredo alla grafica alle stoviglie e divise, di una catena nipponica di fast food di cibo italiano.

Dall’incontro è anche emerso un altro elemento. L’apprezzata dote, riconosciuta ai progettisti occidentali, di assurgere a mediatori, suggeritori, “facilitatori” tra le varie parti in causa, laddove in Oriente tali figure sono in genere concepite come meri esecutori tecnici di volontà altre. Un’arte, quella della negoziazione, che certo non ci difetta in quanto, per virtù o per necessità, per cultura o per vizio, connaturata al nostro modus operandi. Una legittimazione del proprio fare di natura “politica”, nell’accezione più nobile – e originaria – del termine, legata al governo della città, la polis.

 

Luca Gibello (caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”)

 

Hanno dato vita agli eventi del 22 e del 24 Ottobre 2013

Apertura lavori: Tiziana GALLETTA, Consigliere AREL – Associazione Real Estate Ladies

Moderatore: Luca GIBELLO, Caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”

Sono intervenuti:

Chaucer CHIU, General Manager Solution Business Development Company Ltd.

Lorena ALESSIO, Architetto – alessiostudio, Ricercatrice di Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Torino

Michele BONINO, Architetto e Ricercatore Confermato Professore Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Torino

Roberto PAGANI, Direttore “Italian Chapter of European Concerto Program”, Prof. Ordinario di Tecnologia al Politecnico di Torino

 

Sponsor: BECPOR – FAAC – IDROCENTRO

Sponsor Tecnico: FEDRIGONI

Patrocini di: AREL,  PROVINCIA DI TORINO – CITTA’ DI TORINO – ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili – COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI  ANCE TORINO – ORDINE ARCHITETTI TORINO

Media partner: IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA – THE PLAN